Viaggio in Sud America
Claudio Percivalle

Eccomi qua nuovamente.

Questa volta non voglio “annoiarvi” con un articolo che tratta gli aspetti tecnici delle nostre macchine ma, essendo rientrato da un viaggio (di lavoro ovviamente …) in Sud America, vorrei tentare di condividere le sensazioni che provo durante un’esperienza simile.

I paesi che ho visitato questa volta sono Colombia, Perù e Bolivia; innanzi tutto vorrei ringraziare i nostri distributori per la meravigliosa ospitalità con la quale mi hanno ricevuto.

Quando visito un nostro cliente, i miei compiti possono essere differenti, dalla riunione con i meccanici per parlare degli aspetti tecnici delle nostre macchine e relativi eventuali problemi emersi (veramente pochi per fortuna) all’illustrazione delle caratteristiche dei nostri apparecchi ai rivenditori.

Ma la parte del lavoro che più mi entusiasma è la dimostrazione in campo.

Normalmente la giornata di dimostrazione incomincia con un viaggio in automobile (per raggiungere il luogo di incontro) che può durare da un’ora fino ad anche 4 o 5 ore, su strade che talvolta possono essere un poco “scomode” (l’asfalto non è una presenza costante).

Questo però mi permette di godere della vista di paesaggi veramente incantevoli, a volte ricchi di vegetazione, a volte desertici ma sempre affascinanti.

Una volta giunti sul luogo di incontro, dopo le presentazioni di rito e qualche battuta per rompere il ghiaccio, inizio la dimostrazione della nostra macchina, in questo caso l’atomizzatore “Nuvola” alla presenza dei contadini.

Inizia così il momento del mio lavoro che più mi appassiona; non importa quante siano le persone presenti, 5 o 50, durante la dimostrazione osservo i loro sguardi e cerco di carpire i loro pensieri a riguardo di un “Hombre che viene da Italia”, con una pelle troppo bianca per il sole tropicale e un accento buffissimo, mentre spiego l’importanza dei 5 HP del nostro motore, del risparmio di tempo con una copertura ottima durante il trattamento, della manutenzione del motore, ecc.

Mi sembra di rivederli… incuriositi ma timorosi di  rivolgere qualsiasi domanda…

Poi accendo l’atomizzatore; i loro occhi diventano subito più attenti, quello che l’italiano cercava di spiegare (trattamento in verticale, lunga gittata…) diventa tutto più semplice.

Al termine della mia dimostrazione, chiedo se qualcuno vuole provare la macchina… si avvicina un contadino, dapprima esitante ma poi, con la macchina sulle spalle, sempre più convinto e deciso.

Quando anche il primo coraggioso appoggia la macchina a terra, allora si che… ”la voglio provare io”, “… poi anch’io”, ed iniziano ad arrivare tutte le domande che prima sembravano “congelate”.

Una dimostrazione in campo però non è solo un flusso di informazioni con una sola direzione (dal tecnico verso i possibili utilizzatori); è fondamentale anche porre attenzione alle loro richieste, ascoltare le loro necessità in modo da trasmetterle al rientro in Italia, per produrre una macchina che soddisfi il più possibile le esigenze di chi la utilizza.

Al termine dell’incontro, foto di rito con tutti i presenti e la macchina in primo piano, strette di mano, richieste di incontrarci nuovamente la “prossima volta” (chissà …) e poi, via …verso un’altra dimostrazione, altre ore di viaggio, altre facce, altre strette di mano.

Claudio Percivalle

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