Trattamenti in agricoltura biologica e uso dell’atomizzatore
Michela Lugli

Oggetto di crescente attenzione, il sistema di gestione biologica delle colture, incarna la tendenza sempre maggiore alla scelta di prodotti utilizzati per la difesa, capaci di assicurare un contenuto impatto ambientale.

Ciò è in parte dovuto a una crescente sensibilità del consumatore e del produttore stesso alle tematiche ecologiche ma, la spinta maggiore, arriva dalle direttive e dai regolamenti comunitari che vanno in questa direzione.

Dalla direttiva macchine al Pan

La direttiva macchine 127 del 2009 recepita dall’Italia con decreto legislativo 124 del 2012, ne è un esempio. Essa definisce i requisiti progettuali e costruttivi cui devono essere conformi macchine e attrezzature agricole.

La direttiva, nei trattamenti con prodotti fitosanitari, trova un senso nell’evidenza che irroratrici – inteso nel senso più ampio della categoria che rappresentano – non correttamente funzionanti e non adeguatamente tarate, possono disperdere fino all’80 per cento del prodotto distribuito, con pesanti ripercussioni ambientali e ricadute sull’efficacia e sull’economicità dell’intervento.

Affianca la ‘direttiva macchine’, la direttiva quadro 128 del 2009 per l’uso sostenibile degli agrofarmaci, recepita con decreto legislativo 150 del 2012 che dal 2014, disegna per tutte le aziende agricole italiane una nuova agricoltura declinata in tre sistemi: difesa integrata obbligatoria, difesa integrata volontaria e biologica.

In riferimento alle attrezzature ad uso professionale impiegate per la distribuzione di fitofarmaci, generalmente definite irroratrici ma che comprendono tra l’altro impolveratrici, umettatrici e atomizzatori, la direttiva orientata alla riduzione della deriva e alla corretta gestione dei prodotti reflui dal trattamento, obbliga le aziende al controllo periodico della funzionalità delle attrezzature da completare entro il 2016.

Conferisce piena attuazione nazionale a quanto sancito dalla direttiva comunitaria 128, il Pan o Piano di azione nazionale, documento tecnico di attuazione della norma, adottato con il decreto del 22 gennaio 2014. Declinato in quattro diverse azioni finalizzate alla sostenibilità ambientale nell’uso dei prodotti fitosanitari, il piano riguarda direttamente o indirettamente la gestione delle macchine ‘irroratrici’.

Cosa cambia

Ciò che era già richiesto in agricoltura biologica e nella difesa integrata, ovvero la taratuta o controllo funzionale delle attrezzature, diventa prassi obbligatoria per tutte le aziende.

Con la distinzione tra utilizzatori professionali e non, per i primi sono introdotti particolari obblighi, anche formativi, mentre per i secondi sussiste una limitazione nell’uso di principi attivi e formulati che in un decreto in via di definizione, verranno identificati come ‘per uso non professionale‘. Nel primo caso, è nuova anche l’introduzione di consulenti affiancati agli agricoltori per un corretto uso dei prodotti fitosanitari sia nell’agricoltura integrata che per il metodo biologico. Il Pan, fornendo come principio di base il ricorso prioritario a una difesa delle colture con sistemi di lotta biologica e controllo biologico delle avversità, tende ad incrementare questo sistema produttivo che ad oggi in Italia interessa 1 milione di ettari e cinquantamila aziende.

Difesa biologica

L’agricoltura biologica non prevede l’impiego di prodotti di sintesi chimica e si basa su principi d’azione preventivi. Solo in caso di grave rischio per la coltura, è ammesso l’impiego di prodotti fitosanitari a patto che il principio attivo sia inserito nell’allegato II del Regolamento CE 889 del 2008 e che il prodotto fitosanitario o il coadiuvante di prodotti fitosanitari, siano autorizzati in Italia dal Ministero della Salute dopo aver subito una valutazione e autorizzazione a livello europeo.

E’ consultabile sul sito di FederBio, la Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, l’elenco dei prodotti ammessi dal biologico; documento che il Ministero delle politiche agricole e forestali nel Pan si impegna a mantenere aggiornato sul proprio portale.

Il ruolo dell’atomizzatore

Trattandosi per la maggior parte di prodotti attivi ‘per contatto’ sulla pianta o sul parassita e per ingestione, quindi sostanze di copertura che non vengono traslocate all’interno della pianta – al di fuori del Neem, gli altri prodotti non possono essere considerati ad azione endoterapica come lo si può dire dei sistemici ‘tradizionali’ – piretro, rotenone ma anche il rame e zolfo e altri principi ammessi, agiscono correttamente se ben distribuiti.

Da segnalare parlando di rame, oggi diffusamente impiegato nelle sue cinque forme idrossido, ossicloruro, ossido, solfato neutralizzato e solfato tribasico, è la volontà contenuta nel Pan di sviluppare il ricorso a prodotti naturali biologicamente attivi ad esso alternativi.

Tornando all’importanza che i prodotti vengano veicolati con mezzi idonei e capaci di garantire una copertura efficiente e uniforme, visto il frequente il ricorso a formulazioni liquide, gli atomizzatori si prestano perfettamente all’uso e sono per questo molto diffusi.

Il prodotto nella polverizzazione meccanica, raggiunge in pressione l’ugello e da qui viene erogato a mezzo dell’orifizio che, indipendentemente dalla forma, deve essere correttamente calibrato in funzione del formulato, del tipo di coltura, della distanza interfila e della forma di allevamento.

Tra le possibili certificazioni volontarie atte a garantire la conformità della macchina scelta per i trattamenti, segnaliamo la certificazione Enama – l’Ente nazionale per la meccanizzazione agricola, di cui l’atomizzatore portato a spalla M1200 Cifarelli è provvisto, che attesta l’adempienza ai requisiti di sicurezza contenuti nel Disciplinare di sicurezza dell’Ente stesso.

Tale certificazione attesta, inoltre, in termini di risultati operativi in riferimento al modello M1200, la generazione di una popolazione di goccioline con diametro medio di 100 micron classificata come ‘fine’, indipendentemente dagli ugeli impiegati, per risultati ottimali in termini di copertura, uniformità di distribuzione e, a fronte di un corretto impiego, riduzione della deriva.

Infatti, va considerato che in molti casi ci troviamo ad utilizzare polveri grossolane che non traslocano nella pianta, quindi sono maggiormente soggette al dilavamento, e hanno caratteristiche ben diverse dalla maggior parte dei prodotti di sintesi. Negli atomizzatori a polverizzazione meccanica, il liquido in pressione viene frantumato a livello dell’ugello in particelle le cui dimensioni vanno da 300 a 100 micron e quindi trasportato per azione del ventilatore assiale sulle colture.

Per dare un’idea, un grado di polverizzazione compreso tra 100 e 200 micron è ideale per i trattamenti su infestazioni fungine e sugli insetti; una poverizzazione media, da 200 a 400 micron, si presta al diserbo e al trattamento di insetti, mentre dimensioni maggiori, si utilizzano per la distribuzione di concimi liquidi.

Sul volume di adacquamento, non esistono vere e proprie indicazioni scientifiche; in caso di alti volumi, aumenta il numero di formulati impiegabili e si ottiene maggiore copertura sulle cime degli alberi con maggiore penetrazione nelle chiome folte; di contro, è maggiore il tempo necessario alla distribuzione del prodotto e aumenta il peso a carico dell’operatore.

Al contrario, un basso volume, offre la possibilità di utilizzare una dose minore di prodotto grazie alla migliore polverizzazione ma riduce l’uniformità di copertura nelle porzioni più alte della pianta con aumento della quota evaporata in caso di alte temperature e diminuzione dello spettro di formulati utilizzabili.

In sintesi, buona parte del successo che potremo ottenere dal trattamento dipende non tanto dalla quantità di formulato, la cui tipologia deve naturalmente essere scelta con cognizione di causa, ma dalla modalità di distribuzione.

In tal senso, vanno considerati anche fattori quali le idonee tempistiche di utilizzo dei prodotti, il tipo di coltura e il sesto d’impianto che proprio per le caratteristiche dei prodotti biologici, deve permettere una completa copertura della coltura.

Michela Lugli

About Michela Lugli

Journalist - Giornalista
Atomizzatori, Uso delle macchinePermalink

Comments are closed.