Com’è fatto lo scuotitore per le olive?
Claudio Percivalle

Nei paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo (e non solo) questo periodo dell’anno è dedicato alla raccolta delle olive.

Come già descritto in un precedente articolo (lo scuotitore per le olive) la Cifarelli produce lo scuotitore per la raccolta delle olive dal 1998; attualmente produciamo due modelli: SC800 e SC105.

Sebbene le due macchine abbiano caratteristiche differenti, il principio di funzionamento è il medesimo: un motore a scoppio muove un’asta, alla cui estremità c’è un gancio che, scuotendo il ramo, fa cadere le olive.

Ma com’è fatto uno scuotitore?

Coma già detto, lo scuotitore Cifarelli è formato da un motore a scoppio a 2 tempi e una scatola ingranaggi.

Il motore è simile a quelli che sono comunemente montati sui normali motocicli: è formato da un cilindro e da un pistone di cilindrata di 52 cc, lo scoppio all’interno della camera di combustione fa muovere verso il basso il pistone il quale,  tramite una biella, imprime la rotazione all’albero motore.

All’estremità dell’albero motore è presente il volano magnetico A, sul quale è montata una frizione, formata da due masse (B1 e B2) unite da una molla (C); la forza centrifuga impressa dalla rotazione del volano (dai 10500 ai 12800 giri al minuto), fa allontanare le due masse frizione che per attrito aderiscono alle pareti interne della campana frizione, mettendola a sua volta in movimento (rotatorio).

SCuotitore come fatto 1La campana frizione D è direttamente montata sul pignone E della scatola ingranaggi e ruota su una corona dentata F; il pignone e la corona sono identificati da un numero di matricola identica per entrambi, poiché vengono lavorati congiuntamente per garantire il migliore accoppiamento possibile e ridurre attriti e giochi tra le parti.

Questo gruppo, assieme alla biella G (collegata alla corona F), trasforma il movimento rotatorio della campana in movimento lineare alternato (avanti e indietro) della biella.

SCuotitore come fatto 2

L’asta tirante L è connessa alla biella G attraverso un giunto girevole H che permette la rotazione dell’asta.

La scatola ingranaggi racchiude questo sistema di trasmissione immerso in bagno d’olio, per lubrificare e raffreddare le parti. La lavorazione dei due semi carter  che compongono la scatola ingranaggi viene eseguita in coppia su un centro di lavoro per garantire un migliore accoppiamento.

Sull’asta tirante L, e qui siamo nella parte visibile della macchina, tramite un giunto eccentrico M, è collegata l’asta alla cui estremità è montato il gancio (quello che scuote il ramo).

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A questo punto, basta agganciare il ramo e accelerare per scuotere.

Per “indossarla”, la macchina è completata con lo spallaccio ergonomico imbottito (per migliorarne il comfort).

Inoltre è dotata di due impugnature ammortizzate che riducono considerevolmente le vibrazioni trasmesse al corpo e alle braccia di chi la utilizza; nell’impugnatura destra è presente la leva acceleratore per comandare le fasi di scuotimento.

Tutti gli scuotitori prodotti dalla catena di montaggio vengono portati in una sala prove insonorizzata e accesi uno ad uno, lasciandoli funzionare alla massima potenza del motore per 2 minuti.

In seguito lo scuotitore viene “etichettato” con il numero di matricola tramite marcatrice indelebile ed imballato.

La conoscenza del funzionamento dello scuotitore non serve per raccogliere più velocemente le vostre olive; però vi permette di considerare da un differente punto di vista lo strumento, apprezzandone la tecnologia necessaria per sua realizzazione e produzione.

Normalmente in meccanica si cerca di eliminare le vibrazioni mentre lo scuotitore, proprio per la natura del lavoro che deve compiere, le crea; tali sollecitazioni richiedono un’alta qualità delle componenti meccaniche, requisito indispensabile per una macchina professionale.

Claudio Percivalle

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